Laboratori

E’ una forma d’arte straordinariamente contemporanea ed i suoi splendidi effetti hanno a che fare con le magiche trasparenze del vetro! Si tratta, inutile ogni ulteriore suspense, della Vetrofusione; una parola che sembra dire tutto. Ma ne siamo sicuri? La mano professionale ed educatrice del laboratorio della Farsetti ha fatto un po di chiarezza, almeno in Valtiberina, ed ha spiegato l’originale forma d’arte a molti. Vetri colorati tagliati, sovrapposti, o composti sono la base di un procedimento che permette solo in parte di lasciarsi guidare. Le variopinte e accattivanti nuove creazioni che ne emergono sono meravigliosamente sorprendenti.

Durante la fase della composizione dei pezzi tagliati, nelle vetrofusione, non si può prevedere, fino in fondo, gli imperscrutabili itinerari della materia durante la cottura. L’immaginazione del creatore non coincide quasi mai con i risultati. Il tentativo di prevedere è solo in parte possibile.

Non è neanche possibile parlare di pittura, trattandosi di materia che si fonde, e dunque si plasma, lasciando le porte aperte alla luminosità.

Bisognerà dire che il prodotto di questo meraviglioso incanto è una forma d’arte multiforme che è pittura di luce e di colore e scultura di una materia dura ma fragilissima, tagliente ma plastica. Una attività con cui si può rappresentare tutto bene, forse più che con altre tecniche creative, conoscendo le caratteristiche della materia.

Michele Foni

 


 

“Poche tracce essenziali organizzano
un alchimia irripetibile...
(La materia del vetro racchiude la scintilla
che ci anima e ci stupisce).
Grazie! Ho incontrato splendidi
compagni di viaggio.”

Marina Benedetti

 


 

“Ho trovato da subito molto accattivante l’idea di riuscire a lavorare con il vetro per donare uno spazio speciale alla mia immaginazione. Pensare di prevedere un gesto prima che sia compiuto, o intuire la sfumatura di un colore per immaginarne la dominanza, somiglia vagamente all’idea di stabilire la rotta di un viaggio o dominare un sogno. Mi affascinano molto le linee sinuose che assume questa  metamorfosi, in cui ritrovo il segno dello scorrere e del divenire delle cose. Ho scoperto così che la sostanza vitrea si mostra viscosa e non completamente forgiabile, un corpo che si oppone e fa resistenza come se fosse dotato di uno spirito proprio. Nell’incontrollabilità del gesto si cela un senso di imprevedibilità fugace. Ed esattamente questa volontà della materia, nel suo passaggio da uno stato all’altro, rende l’arte della vetrofusione così seducente.”

Cecilia Bruschi


“Troppo vecchio per compiacermi e ancora troppo giovane per non migliorare”

Alfiero Coleschi


“La Vetrofusione, come le altre attività di tipo creativo, ci dona il grande privilegio ed il piacere di tentare di rappresentare emozioni, visioni e fantasie. Questa magica tecnica è, però, più esigente delle altre. Essa assembla più attività artistiche e richiede il grande sforzo di provare ad immaginare come si fonderanno assieme i vari pezzi di vetro colorato. Disegno, taglio, composizione di forme, di colori e di luce sono la base; poi la grande attesa di quello che non è del tutto prevedibile. La cottura dona nuova vita all’opera, la compatta, la sutura e ce la restituisce liscia e senza ferite come, forse, non l’avremmo mai completamente immaginata.”

Michele Foni


“Adoro particolarmente il vetro in ogni sua espressione, dal frammento
consumato che trovi sulla spiaggia, all’opera più sopraffina creata da sapienti maestri.
Mi piace pensare, quasi fatalisticamente, che questa opportunità mi abbia trovato e
non viceversa; ed è stata da subito un’esperienza coinvolgente, alimentando
la voglia di esprimermi attraverso un materiale così affascinante.”

Alessia Piomboni


Poco più di un anno fa cominciava la mia “avventura
“con una “materia” fino ad allora a me sconosciuta: la
realizzazione di opere in vetrofusione. Abituata da sempre ad usare il
“pennello”, non credevo che mi sarei tanto appassionata a
questa nuova forma d’arte. Ho iniziato quasi per gioco ed invece mi sono trovata così
coinvolta da non mancare mai “all’appuntamento “ con il corso.
Si è da subito instaurato un rapporto
familiare e di reciproca stima con i miei compagni di laboratorio,
alcuni dei quali come me, sono pittori o scultori. Se oggi riesco a
realizzare buoni lavori lo devo esclusivamente a colei, che con amore,
passione e...... tanta “pazienza“ ha creduto in me: è
Antonella Farsetti. Io la stimo e le voglio molto bene, perchè
dietro all’artista si cela una donna straordinaria, capace di
trasmettere a chi le è vicino , il suo stesso entusiasmo e
l’amore per il proprio lavoro . Grazie Antonella, ti voglio bene!

Anna Maria Veccia


“Nuotare tra colori lucenti, trasparenti... scioltidal Fuoco del Cuore...”

Lucia Giulianini

 

 

Associazione culturale DiVetro - Sansepolcro
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